Torino brucia
La répression à l’encontre des squats (voulue par la Mairie) debute jeudi 10 décembre
à 6 heures avec l’intervention de la police (Digos et carabiniers) contre les squats «Ca’neira» e «l’Ostile» (tous deux anarchistes).
Malgré
une résistance le premier est expulsé, quatre compagnons(es) sont
arrêtés et amenés au commissariat où ils seront relâchés après quelques
heures de garde à vue. Pour l’Ostile la résistance est forte, une
dizaine d’occupants montent sur le toit du squat et mettent en échec à
plusieurs reprises les assauts des pompiers et des policiers qui
essaient de les déloger ; la résistance des compagnons(es) durera
jusqu’à 22 heures.
Dès le matin 6 heures la mobilisation contre la répression se met en place relayée par Radio Blackout (radio libre) et on dénombre 250
personnes à midi devant l’Ostile pour un face à face tendu avec la police.
Un rassemblement a lieu vers les 20 heures avec près de 400 personnes
(voire plus), mais celui-ci est dispersé par la police (nombreuse) avec
tirs de lacrymogènes. S’en suivra une dure riposte des
compagnons(es) qui dressent des baricades et mettent le feu à des containers de poubelles, etc.
Une guérilla qui durera une bonne partie de la nuit dans la ville. À
noter plusieurs signes de solidarité de la population lors de ces
affrontements qui verront des interpellations et quelques blessés
légers y compris dans la police.
Un
avertissement à Chiamparino et aux autres politiciens : à savoir que la
riposte et la résistance sera dure à chaque expulsion et que la
manifestation du 19 décembre s’annonce
explosive.
Un correspondant du Sud, 11 décembre 2009.
Info urgent
Depuis ce matin tentative d’expulsion du squat l’Ostilo à Turin ; les occupants sur le toit résistent, une
mobilisation s’est mise en place et la riposte se fait dans la rue avec de violents affrontements avec la Digos (Crs).
La nuit risque d’être chaude à Turin et sera un prémisse à la grande manifestation du 19
décembre, 14 heures, devant la gare Porta Susa.
Pour plus d’info écouter Radio Blackout en direct sur les événements.
Solidarité internationale aux squats de Turin !
Courriel, 10 décembre - 21h52.
Cariche, lacrimogeni e idranti per “garantire” 2 sgomberi
Forte la resistenza di occupanti e solidali accorsi!
Dopo oltre 15 ore di resistenza, la Polizia è riuscita solo da poco
(21.30-21.45) a sgomberare definitivamente l’Ostile di corso Vercelli,
dove questa mattina, accortisi dell’irruzione
della polizia, sei compagn* sono saliti sul tetto dell’edificio occupato da oltre un mese.
Alle prime ore di chiaro la polizia aveva già precedentemente sgomberato Ca’Neira in barriera di Milano, l’ultima delle occupazioni, nata solo qualche giorno fa. Nel pomeriggio era stata
tentata una nuova occupazione denominata Ca’Neira 2 nella zona retrostante p.za Statuto ma subito sgomberata.
In corso Vercelli la resistenza è forte. Fin dalla mattinata si è
formato un presidio di solidarietà che ha raccolto via via fino a
100/150 persone nel tardo pomeriggio. Col calare della sera, forze
dell’ordine è pompieri, probabilmente spazientiti da una situazione che
non demordeva, sono intervenuti nervosamente contro i manifestanti,
scaricando un idrante sul generatore da cui si susseguivano interventi
e musica e iniziando una lunga sequela di cariche e lancio di
lacrimogeni.
Cariche, lacrimogeni, botte e uso copioso d’idranti…
questa la cronaca della serata. Il presidio si è più volte riformato e
trasformato in corteo selvaggio itinerante. Molti cassonetti sono stati
rovesciati e dati alle fiamme. Corso Novara, via Cecchi e via Emilia
continuano ad essere completamente bloccate.
Non è chiaro se una persona (o più) siano ora trattenute in fermo dalla
polizia. Di certo almeno una persona è stata ricoverata in ospedale.
Tre degli occupanti dell’Ostile sono stati portati in
questura.
Forse per accontentare i cagnacci più ringhiosi dell’opposizione di centro-destra, forse per mostrare “di esserci” ai pruriti securitari di un certo elettorato, il Comune di Torino
sembra comunque optare — non diversamente da quanto fatto negli ultimi anni — per l’uso
del pugno duro contro qualunque ipotesi di nuove occupazioni. Non è
chiaro al momento quali saranno le prossime mosse. Certo la risposta di
oggi è già un segnale importante sulla temperatura della città…
21h29 — Da una diretta andata in onda poco fa sembra che sia in corso
un ennesima carica delle forze dell’ordine. Lancio di lacrimogeni e
parapiglia geneale. (…) Il
presidio è attualmente nei pressi di piazza Crispi, nelle vicinanze
dell’Ostile. Le vie limitrofe ai luoghi degli scontri sono attualmente
bloccate dalle forze dell’ordine.
21h19 — La
polizia ha caricato il presidio sotto l’Ostile, con lacrimogeni,
idranti e botte. Almeno un manifestante è stato fermato dalla polizia.
Il presidio si è diviso in due gruppi. Si registrano barricate in corso
Giulio e cassonetti incendiati in Piazza Crispi.
21h15 — L’Ostile
resiste
All’alba di
oggi giovedì 10 dicembre la polizia si è presentata in forze in corso Vercelli 32, per sgomberare L’Ostile
Occupato. Dopo anni di abbandono, gli uomini della Questura vorrebbero
ora consegnarlo alla sua “legittima” proprietaria, la Risanamento
S.p.A., società specializzata nella speculazione immobiliare.
Vorrebbero, ma per ora non possono, perché gli occupanti si sono
arrampicati sul tetto per resistere allo sgombero, saldamente ancorati
ai loro princìpi.
Gli stessi saldi princìpi che hanno portato un mese fa alcuni anarchici di Torino a prendersi L’Ostile, per liberarlo dalla mortale logica del profitto, quella logica che
preferisce una casa vuota a una casa occupata e piena di iniziative, piena di incontri, piena di vita.
L’Ostile
è stato occupato perché serviva un posto in cui incontrarsi, discutere,
vivere, condividere e autogestire la lotta contro la militarizzazione
delle città, contro la violenza delle forze dell’ordine,
contro il razzismo di Stato, contro la devastazione dell’ambiente. Per cercare di risolvere insieme quei problemi che politici e padroni hanno creato e non possono risolvere, non
vogliono risolvere.
Eppure, in una Torino sfasciata dallo spettro della crisi, pare che il
problema principale non sia il debito ereditato dalle Olimpiadi del
2006 o la fine dei fondi per la cassa integrazione, ma proprio la
presenza di posti occupati e liberati come L’Ostile.
In effetti, dal punto di vista dei padroni, è proprio così. Perché se
gli sfruttati si prendessero apertamente e senza paura ciò di cui hanno
bisogno, allora la crisi comincerebbero a pagarla proprio loro, i
padroni. Per questo motivo L’Ostile è stato occupato. Per questo motivo L’Ostile resiste.
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